Posts Tagged ‘tornei freeroll’
Sapersi accontentare
2 dicembre 2009
Anche oggi, eccomi alle prese con un sit and go full ring. Quando dopo una giornata di lavoro sei stanco e stressato è il metodo migliore per rilassarsi. Soprattutto se finisce bene e non ti “scoppiano” niente.
Jc-Jd mi aiutano subito nel proseguire il torneo con più chips dei miei avversari, e dopo il mio raise mi segue solo un giocatore che passa la mano sulla mia continuation bet sul flop 8h Tc 6h. Tutto si mette per il meglio, e dopo un paio di giorni in cui il mio bankroll non è migliorato sembra la giornata giusta per mettere un po’ di fieno in cascina.
Verso metà torneo con ancora otto giocatori al tavolo spillo Jd-Qd e decido per un limp da middle position. Il flop è Qs 5c 4h e forte della mia top pair punto metà piatto facendo foldare tutti tranne l’avversario alla mia sinistra. Il turn è un Qc porto a casa il piatto puntando ancora. Mostro le carte all’avversario e gli dico “nice fold”.
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Heads Up!
30 novembre 2009
Una specialità sicuramente affascinante e molto difficile da giocare è rappresentata dagli heads up. Spesso ci si ritrova alla fine di un sit and go nell’uno contro uno con i bui già molto alti che trasformano la sfida finale in una lotteria. Giocare invece un heads up dall’inizio è completamente diverso: con 2000 chips a disposizione e i bui che partono da 20/40 conta più l’approccio mentale e le giocate effettuate che non le carte che si hanno in mano. Il range con cui esser aggressivi è molto più ampio rispetto ai tavoli full ring, e anche un J7 può risultare una ottima mano.
Mi iscrivo e pochi istanti dopo inizia la mia sfida testa a testa; stranamente sono più teso di quando gioco tornei multitavolo anche se la posta in palio è minore. Qui ogni mano può esser determinante e non ci sono mai periodi di pausa in cui foldare e rilassarsi.
Parto con l’intenzione di giocare aggressivo, ma alcuni miei rilanci da posizione incappano nei re-raise del mio avversario, e mi costringono a foldare e perdere quasi 1.000 chips nei primi 10 minuti.
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Un pomeriggio al torneo multi-tavolo
26 novembre 2009
Ogni tanto posso concedermi un pomeriggio libero; fuori casa il tempo è triste ed uggioso ed ho deciso di dedicarmi a qualche torneo multitable. Sono tornei più difficili da vincere dei sit and go, ma anche più emozionanti visto l’alto numero di partecipanti contro cui si devono “incrociare le carte” per spuntarla. Tutto è pronto: mi iscrivo al torneo dalla lobby, preparo con calma e pazienza la mia migliore strategia di gioco.
Dopo circa un oretta di gioco l’average è di 4000 chips e io sono sceso a 1500 senza praticamente giocare una mano. Spillo Kc-10c dal bottone e rilancio seguito solo da un giocatore. Flop Th 3c 3d. Ho doppia coppia con K come kicker e esco fuori puntando circa metà del piatto. Il mio avversario, giocatore loose ma non esperto, viene a vedere. Il turn è 9d lui punta e io lo seguo. Il river è un 3h che cambia tutto, mi da un full battibile solo da un ipotetico poker di 3 del mio avversario oppure da una coppia di T giocata in slowplay che mi sento di escludere. Essendo un giocatore molto loose potrebbe esser entrato in gioco davvero con un 3 in mano? Magari A3? Lui va all’in e io penso per tutto il tempo disponibile, alla fine mi convinco e faccio call. As ks in mano e il mio full mi fa raddoppiare.
Per qualche mano mi prendo una pausa e non entro in gioco, mentre ai tavoli rimaniamo sempre meno, un conto alla rovescia verso la zona premi, un po’ come in Highlander: ne rimarrà soltanto uno.
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La coppia del cuore
20 novembre 2009

Ogni giocatore di poker che si rispetti ha le sue hole cards preferite. E non parlo di coppie d’Assi o di K, ma di carte che di regola non andrebbero giocate. Un esempio celebre è la 10-2 di Doyle Brunson, accoppiata che per quanto scarsa gli ha regalato per 2 anni di fila il main event delle WSOP.
Anche io nel mio piccolo ho la mia accoppiata di carte preferita: Q-8. Ogni volta che mi capita tra le mani, spesso quando sono fuori posizione, mi tormenta il pensiero di dover foldare e spesso, contro ogni regola, non lo faccio. Anche oggi, durante una partita, in middle position ho fatto un call scriteriato con le mie carte preferite. In questo caso Qp-8p. Il flop è stato abbastanza benevolo mostrando 4p-10p-Qc.
Con progetto di colore e coppia in mano ho deciso di puntare poco mentre il mio avversario ha rilanciato alla grande. A questo punto l’amore per le mie carte ha iniziato a vacillare, lo ammetto. In fin dei conti la possibilità di essere dominato da una mano più forte non era così improbabile. E’ qui che entra in gioco l’irrazionale. Il legame con le mie due carte preferite: il classico rapporto di amore e odio che può ribaltarsi da un momento all’altro.
Decido di varcare il Rubicone e di fare call. Al turn viene giù Qf. Punto forte e il mio avversario folda lasciandomi un bel gruzzoletto. Questa volta andare contro la ragione, si è rivelato proficuo. Q-8 sarai in grado di ricompensare il mio amore anche la prossima volta? E voi, avete una vostra accoppiata preferita?
Foto | Theilr
Quando i razzi scoppiano
19 novembre 2009
Oggi giornata particolare: riesco dopo tanto tempo a giocarmi un bel freeroll armato delle più buone intenzioni. Super tight e senza la frenesia di giocare molte mani, fatto che come sappiamo può portare alla sconfitta. Mi metto allora comodo, paziente e disciplinato come un soldato giapponese in appostamento durante la seconda guerra mondiale.
Il mood di serenità con il quale inizio a giocare è premiante. Tutto gira veramente bene e mi attesto da subito tra le prime posizioni. Continuo imperturbabile spingendo il karma della positività. Intravedo la fine e sorrido, perdendo la concentrazione che mi aveva accompagnato. Si tratta di un errore perchè, a pochi passi dal traguardo, succede l’irreparabile.
Come hole cards mi arrivano una bella coppia di razzi (Aq, Ap). Faccio un bel rilancio pari a 4 BB e l’unico a seguirmi è un opponent short, che va all-in. Ovviamente c’è un instant call da parte mia. Lui mostra Kp-Qc mentre mentalmente sono già intento a sfregarmi le mani: “pensiero stupendo”, diceva Patty Pravo, ma qualcosa non quadra. Il presentimento mi arriva tardi, ovvero un istante prima del flop: Qp-8f-6f. Inizio a non essere più tanto entusiasta, si è incrinato qualcosa nel mio piccolo e personalissimo training autogeno. Fortunatamente al turn non accade nulla di particolare, con un 4c.
Il “dramma” si consuma al river quando viene giù la terza, cattiva, cattivissima, donna. Razzi scoppiati in mille pezzi e addio sogni di gloria per il mio freeroll: tanto di cappello ai miei avversari. La tecnica del “soldato giapponese” non è andata come speravo: la prossima volta cercherò di visualizzare Valentino Rossi… sono certo che andrà meglio.
Foto | MelissaGray
Freeroll e la fortuna del principiante
4 novembre 2009

La tipologia di Tornei Freeroll è molto affascinante e sicuramente ha contribuito enormemente al successo del poker online. La possibilità di cominciare la scalata verso il successo partendo da un torneo il cui buy in è zero è sicuramente molto intrigante e suggestiva.
Ovviamente c’è il rovescio della medaglia: una schiera di avventurieri e peones del tavolo verde si presenta in questi tornei senza la benchè minima nozione sul poker. C’è allora chi evita come la peste questo genere di tornei, mentre altri come il sottoscritto non li disdegnano affatto. Tra l’altro, diciamola tutta, la presenza di giocatori senza esperienza dovrebbe essere di stimolo: non dimentichiamo che buon giocatore è sempre avvantaggiato nei confronti dei giocatori dell’ultima ora.
Ieri parlavamo di come studiare il poker: c’è da dire che giocare “senza pensieri” stimola la fantasia di molti, ecco allora che il freeroll può essere un importante campo di test. Sono sincero: per quanto mi proponga di giocare in maniera chiusa e oculata c’è sempre un evento che scombussola i miei piani. Ebbene si, lo ammetto, in questo tipo di tornei sono sfortunato.
(continua…)



