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Posts Tagged ‘gioco poker’

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Sit and go full ring

22 dicembre 2009

betEccomi pronto a fare una capatina nel mio genere preferito, i sit and go full ring, con struttura normale e dieci partecipanti.

Le prime mani non sono un granché, e malauguratamente decido di entrare in gioco da grande buio con 8s-4s. Il flop 8h 3h tc mi regala la middle pair e punto metà piatto, facendo rimanere solo due avversari. Sul turn 9s check di tutti e si va al river, Th. Un avversario esegue una puntata molto piccola, e senza convinzione vado a vederlo visto quanto era già stato investito nella mano. Mi gira Kh-2h e il suo colore si aggiudica il piatto.

Rimango tranquillo e presto mi capita la mano che mi riporta in alto, Ad-Jd da middle position, raise di quattro volte il buio e due soli giocatori che vengono a vedere il flop. As 6c Kd e con top pair punto forte seguito da un solo avversario. Il turn è un 4s e entrambi facciamo check. Sul river, 6d, punto ancora e questa volta faccio passare il mio avversario che non arriva allo showdown.
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Quando giocare a Poker fa bene

21 dicembre 2009

poker

A volte una leggera influenza può rivelarsi un evento positivo, così oggi al posto di uscire a fare alcune commissioni sono rimasto a casa al caldo a curarmi con la mia medicina preferita: l’hold’em.

Mi iscrivo ad un torneo speed, e nelle prime mani rimango chiuso, complice una serie di carte ingiocabili che mi capitano tra le mani. Perdo qualche buio a causa dei rilanci di un giocatore lag seduto alla mia destra, ma non mi perdo d’animo.

Dal piccolo buio con Ah-8d decido di attaccare il big blind che è rimasto corto, lo mando all in e lui chiama girando Qc-8h e si trova completamente dominato. Il flop Qh As 6h aiuta entrambi, e turn e river (9h e Kc) non cambiano la situazione. Torno così in average, ma poche mani dopo, da posizione in tentativo di steal vengo re-raisato e son costretto a foldare Js-8c.
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Una mano interessante

14 dicembre 2009

poker_chipsOggi mi voglio focalizzare su una mano che da giorni che mi ronza in testa. Dopo diverse ipotesi che ho stilato, non ho ancora capito se l’ho giocata bene o no. Premetto che stavo giocando un torneo multitable, ero in average e molto vicino alla zona bolla.

Spillo da late position Ac-Kh e effettuo un raise standard di tre volte il buio, foldano tutti tranne lo small blind che copre il mio rilancio e vede il flop. Le tre carte sono 9h 9d Ks, e mi ritrovo con doppia coppia con A come kicker. Il mio avversario punta circa un terzo del piatto, io effettuo subito un reraise di circa tre volte la sua puntata immaginando foldi o al massimo decida per il call, invece il giocatore davanti a me mi tribetta all in. Considerando che avevamo circa le stesse chips, chiamarlo mi sarebbe cosato l’uscita dal torneo in caso di sconfitta.

Ora ragionando sulle informazioni che avevo, sarebbe giusto il call per provare a vincere il piatto o è meglio foldare e andare avanti nel torneo, avendo la quasi certezza di esser a premi? Che mano potrebbe avere il nostro oppo? Se avesse avuto AA e forse anche KK avrebbe spinto sul mio raise preflop, mentre se avesse legato con 99 o 9K un poker o un full probabilmente non avrebbe spinto ma si sarebbe limitato al call per portarmi fino alla fine e guadagnare un piatto maggiore. Più ci penso e più mi convinco che stesse bluffando, ma visto il giocatore abbastanza loose potrebbe anche esser entrato in gioco con mani marginali come T9 o 89 suited o A9 e aver centrato il tris.

Vi svelo che alla fine dei miei ragionamenti ho foldato tristemente e ho continuato il torneo, arrivando a premi e incassando qualcosa, ma questa mano mi è rimasta impressa e, a mente fredda, mi sto convincendo sempre di più che avrei dovuto fare call. Voi come avreste giocato?

Foto | RyAwesome

Giocare tight paga?

11 dicembre 2009

poker_deckNormalmente sono un giocatore piuttosto tight, preferisco non prendermi rischi e non giocarmi le partite in coin flip avventati. Mi rendo conto che a volte, soprattutto quando si è ai tavoli con gente inesperta, questo mio giocar solido può esser uno svantaggio. Proprio oggi in un sit and go full ring, mi sono trovato durante il primo livello di bui a dover prendere una decisione difficile, e probabilmente il mio giocare chiuso è stato un errore.

Mi arrivano in mano Kc-Jc i bui sono ancora molto bassi e propendo per fare un semplice call. Come me fanno così anche due giocatori e il piccolo buio. Il flop è Js 8h 9s. A questo punto ho top pair e un kicker davvero buono come il K, ma prima di me un giocatore va all in, il secondo lo segue e gli altri foldano. Io potrei chiamare e partirei probabilmente davanti, ma la possibilità che uno dei due abbia AJ o 4/5 di scala o di colore mi fa propendere per un fold.

Si va così allo showdown e vedo che i due giocatori avevano Jh-2c e As-Kh. Il turn è un 3c e il river 8d, avrei vinto facilmente il piatto e triplicato le mie chips ad inizio torneo ma non pensavo potessero mandare tutto dopo quel flop con quelle carte. Non mi do per vinto e poche mani dopo arriva la mia rivincita. Spillo Ah-Ac rilancio quattro volte il buio e mi seguono in tre. Il flop recita 5d 2s 8h e io spingo tutte le mie chips nel piatto, chiamato da 6h-8d. Turn e river non lo aiutano e riesco così a raddoppiare.

Continuando a giocare in maniera solida arrivo nei tre finalisti, e senza faticare mi ritrovo all’heads up. Dopo qualche mano di attesa mi ritrovo con una coppia di sette in mano e su un suo piccolo raise rilancio all in. L’oppo mi chiama con 10s-Kc per un coin flip che mi vede leggermente avvantaggiato. Non escono carte utili per lui e vinco il torneo, nonostante il mio fold molto conservativo nelle prime mani. Ma è il risultato che conta, e in questo caso non mi posso lamentare.

Foto | gfpeck

Kournikova in agguato

3 dicembre 2009

jocker

Oggi decido di impegnarmi nel freeroll delle 16.15 con 300 euro di montepremi garantito. Gli avversari sulla mia strada sono 922, e servirà la mia abilità e un po’ di fortuna per arrivare in fondo.

La prima mano che mi fa aumentare le chips è la seguente: AcQc da middle position, raise quattro volte il buio, il giocatore sul bottone effettua un re-raise, tutti foldano e io faccio call. Il flop è 8h 6d 4c, effettuo una continuation bet di metà del piatto, e vengo seguito dal mio avversario. Turn 8c, punto ancora e questa volta riesco a farlo foldare, probabilmente con una coppia bassa in mano che gli sarebbe bastata per essermi davanti.

Continuo la mia cavalcata verso il tavolo finale, e mi ritrovo a giocare una delle mani più forti, ma anche più perdenti che ci siano: Ah-Kh detta Anna Kournikova, come la  famosa tennista,  bella ma che non vince mai. E anche oggi tiene fede alla sua fama. Rimasti in due dopo un raise preflop del mio avversario il flop dice 5h 9s 5d. Io provo a puntare per cercar di capire se lui ha qualcosa o no, quando mi rilancia istantaneamente all in. Conoscendo quanto sia facile farsi male con questa mano, foldo le mie carte, e lui mi mostra 9h-9d che aveva già legato un full al flop.
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Come abbattere una Calling Station

18 novembre 2009

dollar_faceUno dei vantaggi del poker online è la possibilità di annotare gli stili di gioco degli avversari che si incontrano tra i tavoli da gioco.

Oggi ho avuto l’ennesima conferma dell’utilità di questa feature. In un sit ‘n go ho trovato al tavolo un opponent che avevo già “schedato” in precedenza. Un avversario che ha l’abitudine di venire a vedere quasi sempre i rilanci, insomma il tipo di giocatore comunemente denominato “calling station“.

Il fatto di conoscerlo mi è stato particolarmente utile. Infatti in zona bolla ho approfittato di questo vantaggio per contrastarlo.
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I tornei multi-table

17 novembre 2009

jocker

Una fase molto importante nella giornata di un giocatore di poker è quella dedicata alla scelta del torneo o della partita da affrontare. E’ fondamentale per chi fa del poker il proprio mestiere scegliere la tipologia di partite più profittevoli: è bene quindi far chiarezza analizzando le varie modalità di gioco: Tornei multi table, Cash games, Sit&go.

I tornei multi-table sono quelli che sicuramente hanno contribuito maggiormente al successo del poker sportivo. Il perchè è facile da intuire. Ogni partecipante paga un buy-in fisso che gli garantisce lo stesso numero di chips di tutti gli altri avversari. Si gioca fin quando non resta un solo giocatore, il vincitore del torneo. Questo fa in modo che con una quota di iscrizione relativamente bassa si possano vincere premi molto sostanziosi.

I tornei multi-table si dividono principalmente in due categorie: tornei freezeout e torneo con re-buy. Nel primo caso all’esaurimento del proprio stack si deve abbandonare il torneo, mentre nel secondo si ha la possibilità, sino alla prima pausa del torneo, di riacquistare il proprio stack iniziale. In genere il rebuy ha lo stesso costo del buy-in e si può effettuare infinite volte o un numero determinato di volte. Spesso nei tornei che prevedono il re-buy troviamo anche l’add-on che si effettua durante la prima pausa del torneo e che dà la possibilità di incrementare il proprio stack di un numero predefinito di chips pagando un’ulteriore somma predefinta.

Esistono diverse varianti di tornei multi-table, prossimamente le analizzeremo una per una in dettaglio: stay tuned.

Foto | Kozumel

Poker Online: concentrarsi sempre

17 novembre 2009

multitaskingProprio l’altro giorno stavo parlando con un giocatore “multitasking“, ovvero uno di quelli che mentre giocano fanno altro. Una delle difficoltà maggiori che si incontrano giocando on line, infatti, è costituita dalla moltitudine di distrazioni che si presentano a portata di click. Visitare il sito della squadra del cuore, farsi un giretto sui social network, dare un’occhiata ai propri blog preferiti oppure rispondere ai messenger costituiscono sicuramente un piacevole passatempo. Questo però si rivela altamente dannoso se tutte queste attività sono portate avanti durante una partita di poker.

Giocare responsabilmente non è solo evitare di sperperare il proprio budget, è anche giocare e divertirsi sapendo ciò che si fa. Molti ignorano la quantità di concentrazione necessaria per giocare come fanno i pro che non a caso vengono anche chiamati “grinders“, proprio per la loro capacità di macinare avversari che ritengono sia possibilissimo giocare e navigare contemporaneamente.

Bisogna sempre tenere a mente che nel poker i segnali sono fondamentali, per cui cogliere nel comportamento degli avversari qualcosa che vi permetterà di batterli in una mano successiva diventa di fondamentale importanza. Non escludo che qualche volta possa anche andarvi “di lusso”, ma nel lungo periodo risulterete sicuramente perdenti.

Quindi il consiglio che sento di darvi è uno ed uno solo: se volete arrivare a vincere qualcosina a il poker, cercate di concentrarvi solo sul vostro gioco perchè ogni distrazione non farà altro che rendervi dei giocatori peggiori. Come dicevo prima, giocare responsabilmente è anche giocare con la giusta concentrazione.

Foto | Flickr

Texas Hold’em: non mollare mai…

13 novembre 2009

chips_pokerE’ bene spendere qualche parola su una regola non scritta del Texas Hold’em: mai e poi mai mollare. In pochi giochi come questo non si è mai realmente fuori fino alla fine del proprio stack. Oggi ho avuto l’ennesima dimostrazione.

Sit&go di riscaldamento pomeridiano, dieci partecipanti molto agguerriti considerando l’orario del torneo. Partita tiratissima. Dopo qualche mano sono di grande buio con Kp 10c. Nessun rilancio da parte degli opponents e faccio call.

Al flop vengon giù Qp, 7p, 5p. Ho quattro quinti di scala e punto, seguito puntualmente dal mio opponent. Il turn è 8f. La storia si ripete e su mia puntata arriva puntuale il call. La tragedia si consuma al river: Kq. Punto forte, call dell’avversario e showdown. Coppia di K per me e doppia coppia K 8 per il mio dirimpettaio. Ora potremmo discutere per ore sul perchè mi abbia seguito con una pessima mano ma il punto è un altro: non avvilirsi anche quando il proprio stack è ridotto all’osso.
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Sit&Go Strategie. Parte 3: Gap Concept

12 novembre 2009

chip sul tavolo da pokerQuando i giocatori si sono ridotti a sei o sette ed i bui iniziano ad essere pesantucci diventa molto importante il concetto di “gap concept”, ossia bisogna avere una mano migliore per fare call piuttosto che per fare raise. Infatti in questa fase è meglio essere i primi a rilanciare piuttosto che dover chiamare. Vale la regola che se una mano non è abbastanza forte per rilanciare allora è meglio foldare. In questa fase del torneo lo stack può assottigliarsi molto rapidamente.

Non bisogna mai fare l’errore di andare dietro a mani come suited connectors, assi suited con kicker bassi se l’investimento è alto. Se l’investimento è limitato allora vale la pena provarci. Se si centra il flop, cosa che a onor del vero capita di rado, il guadagno diventa veramente interessante. Ma vale la pena tentare la fortuna sapendo il rischio? Attenzione, perchè chiamare spesso questo tipo di mani alla lunga potrebbe portare ad una riduzione sostanziale del vostro stack.

E’ importante anche rubare i bui, rilanciando su giocatori molto tight ma tenendo comunque presente i loro stack. Al chip leader potrebbe costare poco fare un call e venirvi appresso mentre un giocatore in short potrebbe decidere di andare all-in con qualsiasi carta. Come spesso accade sembra un consiglio “ovvio”, ma durante le partite è facile essere assaliti da mille pensieri tanto da lasciar correre quelli basilari.

Potete decidere di giocare contro gli avversari e contro le tattiche consigliate, potete decidere di affidarvi alla sorte, sappiamo che anche questo è il bello del poker, ma l’importante è che lo facciate in maniera consapevole, sapendo i rischi che si corrono.

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