Posts Tagged ‘freeroll sit go’
Vigilia di Natale con primo premio!
24 dicembre 2009
Quando le carte girano e il flop ti è amico diventa difficile perdere una partita di poker. Oggi tutto sembrava andare per il verso giusto, e sono riuscito a portare a casa il primo premio di un torneo da 20 persone con estrema facilità.
La prima mano che mi capita di giocare è dal grande buio, Qs-Td che migliora grazie al flop Th 4h 2c. Effettuo una value bet vista la mia top pair e mi segue un solo avversario. Sul turn 6d aggredisco ancora e faccio foldare il mio contendente. Prima mano giocata e primo piatto vinto.
Da late position spillo Qd-Kd e mi limito a fare call. Rimaniamo nel piatto in quattro e vediamo il flop 4s Jh Kc. Entro nel piatto effettuando una puntata vista la mia della top pair e mi segue un solo avversario. Su turn 2c effettuiamo entrambi check, e dopo il river 5h mi aggiudico il piatto, senza sapere cosa ha il mio avversario che fa muck dopo avermi callato.
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Sapersi accontentare
2 dicembre 2009
Anche oggi, eccomi alle prese con un sit and go full ring. Quando dopo una giornata di lavoro sei stanco e stressato è il metodo migliore per rilassarsi. Soprattutto se finisce bene e non ti “scoppiano” niente.
Jc-Jd mi aiutano subito nel proseguire il torneo con più chips dei miei avversari, e dopo il mio raise mi segue solo un giocatore che passa la mano sulla mia continuation bet sul flop 8h Tc 6h. Tutto si mette per il meglio, e dopo un paio di giorni in cui il mio bankroll non è migliorato sembra la giornata giusta per mettere un po’ di fieno in cascina.
Verso metà torneo con ancora otto giocatori al tavolo spillo Jd-Qd e decido per un limp da middle position. Il flop è Qs 5c 4h e forte della mia top pair punto metà piatto facendo foldare tutti tranne l’avversario alla mia sinistra. Il turn è un Qc porto a casa il piatto puntando ancora. Mostro le carte all’avversario e gli dico “nice fold”.
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Sit and Go Full Ring
1 dicembre 2009
Ormai mi conoscete, e anche quando ho poco tempo non mi nego un Sit and Go per tenermi allenato. Oggi mi sono dedicato ad un tavolo full ring da dieci player di tipo standard, e ho deciso di giocare molto tight e cercare di assestare il colpo del k.o. nel momento giusto.
Per i primi quattro livelli di bui, complici anche carte inguardabili, non vedo mai il flop e mi limito a foldare tutte le hole cards che mi vengono servite.
Così facendo il tavolo si riduce a sei giocatori, ma io non essendo mai entrato in nessuna mano inizio ad essere short stack. Spillo Kd-Qc dal bottone e mi limito a limpare la mano. Il gioco è tranquillo e il flop è 6d Js 8d e andiamo avanti tutti facendo check. Il turn Td mi consegna quattro quinti di scala e quattro quinti di colore, rimango prudente e con un check vedo l’ultima carta gratis. Jc non migliora la mia mano, ma con K high riesco comunque a portare a casa un piattino.
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Il ruggito del leone
24 novembre 2009
A volte il tempo libero in una giornata è ridotto all’osso e quindi devo privarmi di tornei multitable o normal, e dedicarmi ai Sit and Go speed, che sono un buon compromesso tra la giocabilità e la durata (circa 30 minuti). Si parte in dieci giocatori seduti al tavolo, e come mio solito nelle prime fasi studio la situazione in silenzio e mi tengo fuori dal gioco, come farebbe il leone mentre osserva le sue prede che camminano nella savana.
Senza espormi particolarmente riesco a vincere un paio di piatti spingendo al flop senza arrivare allo showdown, poi un AhKc mi regala un raddoppio e rimasti in cinque giocatori mi trovo chip leader del tavolo. E’ ora di mettere un po’ di pressione agli avversari e cambiare marcia, entrando in gioco con dei raise per non regalare flop a nessuno.
Il mio gioco paga, ma il leone non ha ancora sferrato l’attacco decisivo, per ora si è limitato a intimorire le gazzelle. Rimaniamo in quattro e sono chip leader con il doppio del secondo, quando due giocatori si scontrano in una mano all’ultimo sangue scremando così il tavolo a soli tre player.
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La coppia del cuore
20 novembre 2009

Ogni giocatore di poker che si rispetti ha le sue hole cards preferite. E non parlo di coppie d’Assi o di K, ma di carte che di regola non andrebbero giocate. Un esempio celebre è la 10-2 di Doyle Brunson, accoppiata che per quanto scarsa gli ha regalato per 2 anni di fila il main event delle WSOP.
Anche io nel mio piccolo ho la mia accoppiata di carte preferita: Q-8. Ogni volta che mi capita tra le mani, spesso quando sono fuori posizione, mi tormenta il pensiero di dover foldare e spesso, contro ogni regola, non lo faccio. Anche oggi, durante una partita, in middle position ho fatto un call scriteriato con le mie carte preferite. In questo caso Qp-8p. Il flop è stato abbastanza benevolo mostrando 4p-10p-Qc.
Con progetto di colore e coppia in mano ho deciso di puntare poco mentre il mio avversario ha rilanciato alla grande. A questo punto l’amore per le mie carte ha iniziato a vacillare, lo ammetto. In fin dei conti la possibilità di essere dominato da una mano più forte non era così improbabile. E’ qui che entra in gioco l’irrazionale. Il legame con le mie due carte preferite: il classico rapporto di amore e odio che può ribaltarsi da un momento all’altro.
Decido di varcare il Rubicone e di fare call. Al turn viene giù Qf. Punto forte e il mio avversario folda lasciandomi un bel gruzzoletto. Questa volta andare contro la ragione, si è rivelato proficuo. Q-8 sarai in grado di ricompensare il mio amore anche la prossima volta? E voi, avete una vostra accoppiata preferita?
Foto | Theilr
Quando i razzi scoppiano
19 novembre 2009
Oggi giornata particolare: riesco dopo tanto tempo a giocarmi un bel freeroll armato delle più buone intenzioni. Super tight e senza la frenesia di giocare molte mani, fatto che come sappiamo può portare alla sconfitta. Mi metto allora comodo, paziente e disciplinato come un soldato giapponese in appostamento durante la seconda guerra mondiale.
Il mood di serenità con il quale inizio a giocare è premiante. Tutto gira veramente bene e mi attesto da subito tra le prime posizioni. Continuo imperturbabile spingendo il karma della positività. Intravedo la fine e sorrido, perdendo la concentrazione che mi aveva accompagnato. Si tratta di un errore perchè, a pochi passi dal traguardo, succede l’irreparabile.
Come hole cards mi arrivano una bella coppia di razzi (Aq, Ap). Faccio un bel rilancio pari a 4 BB e l’unico a seguirmi è un opponent short, che va all-in. Ovviamente c’è un instant call da parte mia. Lui mostra Kp-Qc mentre mentalmente sono già intento a sfregarmi le mani: “pensiero stupendo”, diceva Patty Pravo, ma qualcosa non quadra. Il presentimento mi arriva tardi, ovvero un istante prima del flop: Qp-8f-6f. Inizio a non essere più tanto entusiasta, si è incrinato qualcosa nel mio piccolo e personalissimo training autogeno. Fortunatamente al turn non accade nulla di particolare, con un 4c.
Il “dramma” si consuma al river quando viene giù la terza, cattiva, cattivissima, donna. Razzi scoppiati in mille pezzi e addio sogni di gloria per il mio freeroll: tanto di cappello ai miei avversari. La tecnica del “soldato giapponese” non è andata come speravo: la prossima volta cercherò di visualizzare Valentino Rossi… sono certo che andrà meglio.
Foto | MelissaGray
Sit & Go Strategie. Parte 2: no call, no bluff
6 novembre 2009

Continuiamo la nostra carrellata sulle strategie da adottare nei tornei Sit&Go. Ricordiamo che l’obiettivo principale nelle fasi iniziali è quello di accrescere il nostro stack in modo da poter giocare in maniera autoritaria nelle fasi successive.
Nelle prime fasi è consigliabile non fare call su raise molto alti soprattutto se prima di noi ci sono stati altri call. Quindi è consigliabile non affezionarsi a carte potenzialmente buone come ad esempio AQ. Infatti in situazioni simili potremmo essere facilmente dominati e rischieremmo di assottigliare troppo se non perdere del tutto il nostro stack. Nel caso di mani molto forti, come KK, è opportuno fare un raise molto forte in modo da scoraggiare eventuali avventurieri che aiutati da un board fortunato potrebbero far scoppiare i nostri amati cowboys.
Un’altra cosa da evitare tassativamente in questa fase è il bluff. Il bluff può essere micidiale ma quando i buy sono così bassi non vale la pena rischiare di lasciare il torneo per rubarne qualcuno. A meno che siate appassionati di film di Hollywood e vogliate sempre tentare la sorte: attenzione che in questo caso è troppo facile passare dalla parte dello “spaccone” a quella del “pollo da spennare”.
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Sit & Go Strategie. Parte 1: le fasi iniziali
5 novembre 2009
Oggi ci occupiamo dei tornei Sit&Go, ovvero di quei tornei che iniziano solo quando un certo numero di giocatori si iscrive alla competizione.
Nei tornei Sit&Go online, nelle mani iniziali spesso si commette l’errore, dettato dal “basso costo”, di voler giocare troppe mani da qualsiasi posizione al tavolo. E questo è un grosso grosso sbaglio.
Entrare in troppi piatti, sebbene in alcuni casi ci permette di accrescere il nostro stack, alla lunga porta ad una drastica diminuzione delle chips davanti a noi. La diretta conseguenza è nel migliore dei casi uno stack veramente misero per continuare il torneo. E questa è una situazione che non piace a nessuno, vero?



