Sapersi accontentare
Anche oggi, eccomi alle prese con un sit and go full ring. Quando dopo una giornata di lavoro sei stanco e stressato è il metodo migliore per rilassarsi. Soprattutto se finisce bene e non ti “scoppiano” niente.
Jc-Jd mi aiutano subito nel proseguire il torneo con più chips dei miei avversari, e dopo il mio raise mi segue solo un giocatore che passa la mano sulla mia continuation bet sul flop 8h Tc 6h. Tutto si mette per il meglio, e dopo un paio di giorni in cui il mio bankroll non è migliorato sembra la giornata giusta per mettere un po’ di fieno in cascina.
Verso metà torneo con ancora otto giocatori al tavolo spillo Jd-Qd e decido per un limp da middle position. Il flop è Qs 5c 4h e forte della mia top pair punto metà piatto facendo foldare tutti tranne l’avversario alla mia sinistra. Il turn è un Qc porto a casa il piatto puntando ancora. Mostro le carte all’avversario e gli dico “nice fold”.
Da chip leader si sta meglio al tavolo anche se la vittoria è ancora molto lontana: si arriva presto alla fase di bui elevati con ancora 8 giocatori al tavolo. Nessuno vuole mollare e tocca a me eliminare l’ottavo grazie ad un all in con Th-Ts chiamato da 5h 5c che non migliora allo showdown. Mi metto in sit out per qualche mano e lascio l’azione ai miei rivali.
Dopo circa un ora di gioco rimaniamo finalmente in tre e siamo a premi. Con Kh-Qh dal bottone rilancio all in contro i miei due avversari pari stack. La mano è solida per rubare i bui, vengo chiamato da Ac 5s, il flop è 7d Qc 7c il turn è un 6c che rimette in carreggiata il mio avversario che vede il suo colore sempre più possibile. E il river gli sorride, 2c e secondo posto assicurato. Io mi accontento del terzo posto e di aver comunque portato a casa qualcosa. D’altronde è l’acino del centesimo a creare il grappolo del dollaro…
Foto | Blyzz
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