Quando giocare a Poker fa bene

A volte una leggera influenza può rivelarsi un evento positivo, così oggi al posto di uscire a fare alcune commissioni sono rimasto a casa al caldo a curarmi con la mia medicina preferita: l’hold’em.
Mi iscrivo ad un torneo speed, e nelle prime mani rimango chiuso, complice una serie di carte ingiocabili che mi capitano tra le mani. Perdo qualche buio a causa dei rilanci di un giocatore lag seduto alla mia destra, ma non mi perdo d’animo.
Dal piccolo buio con Ah-8d decido di attaccare il big blind che è rimasto corto, lo mando all in e lui chiama girando Qc-8h e si trova completamente dominato. Il flop Qh As 6h aiuta entrambi, e turn e river (9h e Kc) non cambiano la situazione. Torno così in average, ma poche mani dopo, da posizione in tentativo di steal vengo re-raisato e son costretto a foldare Js-8c.
I bui continuano a salire, e al tavolo rimaniamo in quattro giocatori. Il momento è teso e tutti cercano di rimanere incollati al tavolo, sapendo che appena ci sarà un player out si arriverà a premi.
La fortuna mi aiuta, e spillo Ah-Qh, dopo un limp mando i resti e vengo chiamato solo da grande buio con Ad-Tc, le carte sul board sono As jc 5h, 4d, 9h e così mi ritrovo a premi, con ancora due player in gioco al tavolo.
Da grande buio mi ritrovo con Kd-8d e essendo il giocatore più corto al tavolo, mando i resti sperando di avere ancora fold equity sui miei avversari, ma vengo chiamato da Ah-5c. Il flop Qd As 3c mi taglia le gambe ed il turn 6s, chiude il discorso e rende ininfluente il 5d che esce al river. Finisco così terzo, ancora malaticcio ma sollevato dal piazzamento ottenuto. E la giornata da influenzato sarà ancora lunga. Aspettatemi ai tavoli!
Foto | PFala
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