In battaglia contro 887 giocatori
Ieri pomeriggio ho approfittato delle promozione che 4A offre, iscrivendomi al Freeroll giornaliero delle 16.30 con montepremi di 300 euro in palio. La struttura del torneo è giocabile, con bui che salgono ogni 20 minuti e 3000 chips di partenza per ogni giocatore. Decido quindi che nelle prime fasi di gioco sarò tight e lascerò che siano gli altri 887 giocatori presenti a darsi battaglia a suon di raise e all in, che in queste prime fasi di tornei gratuiti non mancano mai.
Dopo svariate mani non giocate mi ritrovo di grande buio con Ks-6s in mano, nessun rilancio in preflop e vedo gratis il seguente flop: Kh-Qs-5c. Esco fuori con una value bet di 250, ma il bottone, unico giocatore rimasto nella mano, mi rilancia all in. Partirei sotto nel caso di un tris avversario, doppia coppia o K e kicker più alto del 6, ma per come è stata giocata la mano è più facile che abbia un progetto di scala o abbia floppato una coppia. Decido di rischiare e faccio call, mi gira Ac-9d, al turn scende un Jd e tremo per una possibile scala runner runner che mi eliminerebbe dal torneo, invece il river è un 4d che mi fa raddoppiare le chips.
Nelle fasi seguenti del torneo continuo a far crescere le mie chips grazie ad un tavolo particolarmente passivo con solamente una calling station molto grande che mi regala svariate mani. Raddoppio ancora proprio contro questo avversario con Qc-Qh in mano contro il suo Jh-Th che non lega nulla sul board, ed inizio a pregustarmi la fase finale del torneo.
Rimaniamo circa 120 persone, e sta quindi per scoppiare la bolla che mi farebbe andare a premi nel primo freeroll giocato qui nella suite di 4A. Ma il poker sa essere beffardo, e il destino ha voluto che io uscissi dal torneo proprio con la calling station che precedentemente mi aveva regalato molti piatti. Spillo Tc-Th dal piccolo buio, decido di rilanciare quattro volte e riesco a mandar via tutti i miei avversari tranne lui, che ovviamente fa call. Il flop mi sorride ed è Ts-4c-5s. Visto il piatto già importante e per evitare problemi non faccio slowplay e vado all in per portarmi a casa la mano. Ma non avevo fatto i conti con la smodata voglia di fare sempre call del mio avversario, che decide di non passare il suo Ac-2d e si gioca tutte le chips alla ricerca di una scala ad incastro. Il turn è un 7c, e le outs disponibili per il mio avversario sono solamente quattro (i quattro tre rimasti nel mazzo), circa l’8% di vincere contro il mio 92%.
Il finale potete immaginarlo da soli, la carta che scende al river è un 3s, un sorriso amaro appare sul mio viso, ma alla fine non mi dispero, non ho perso nulla vista l’iscrizione gratuita e mi sono divertito per un paio d’ore.
Foto | Tranchis
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