Il ruggito del leone
A volte il tempo libero in una giornata è ridotto all’osso e quindi devo privarmi di tornei multitable o normal, e dedicarmi ai Sit and Go speed, che sono un buon compromesso tra la giocabilità e la durata (circa 30 minuti). Si parte in dieci giocatori seduti al tavolo, e come mio solito nelle prime fasi studio la situazione in silenzio e mi tengo fuori dal gioco, come farebbe il leone mentre osserva le sue prede che camminano nella savana.
Senza espormi particolarmente riesco a vincere un paio di piatti spingendo al flop senza arrivare allo showdown, poi un AhKc mi regala un raddoppio e rimasti in cinque giocatori mi trovo chip leader del tavolo. E’ ora di mettere un po’ di pressione agli avversari e cambiare marcia, entrando in gioco con dei raise per non regalare flop a nessuno.
Il mio gioco paga, ma il leone non ha ancora sferrato l’attacco decisivo, per ora si è limitato a intimorire le gazzelle. Rimaniamo in quattro e sono chip leader con il doppio del secondo, quando due giocatori si scontrano in una mano all’ultimo sangue scremando così il tavolo a soli tre player.
Dopo aver girato intorno alle mie prede ecco il momento in cui sferro l’attacco decisivo, spillo QcQs da UTG, rilancio 3x, il piccolo buio ormai pot commited decide di andare all in seguito dal grande buio anche lui rimasto corto. L’occasione è ghiotta e con QcQs parto sfavorito 80% a 20% solo contro AA e KK, contro AK mi gioco un bel coin flip favorito 52% a 48% e contro due mani casuali ho circa il 65% di vittoria, non posso far altro che seguirli. Mi mostrano Ah-7h e Qh-7d, parto davanti e inizio a pregare le divinità del flop. 2d Td 3h le prime 3 carte, mentre il turn è un 3s e il river Js.
Doppia eliminazione, e rimango il solo al tavolo a gustarmi la vittoria. Anche oggi nella savana è andata bene, ma domani sarò leone o gazzella?
Foto | Tamabako
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