Archivio per novembre, 2009
Heads Up!
30 novembre 2009
Una specialità sicuramente affascinante e molto difficile da giocare è rappresentata dagli heads up. Spesso ci si ritrova alla fine di un sit and go nell’uno contro uno con i bui già molto alti che trasformano la sfida finale in una lotteria. Giocare invece un heads up dall’inizio è completamente diverso: con 2000 chips a disposizione e i bui che partono da 20/40 conta più l’approccio mentale e le giocate effettuate che non le carte che si hanno in mano. Il range con cui esser aggressivi è molto più ampio rispetto ai tavoli full ring, e anche un J7 può risultare una ottima mano.
Mi iscrivo e pochi istanti dopo inizia la mia sfida testa a testa; stranamente sono più teso di quando gioco tornei multitavolo anche se la posta in palio è minore. Qui ogni mano può esser determinante e non ci sono mai periodi di pausa in cui foldare e rilassarsi.
Parto con l’intenzione di giocare aggressivo, ma alcuni miei rilanci da posizione incappano nei re-raise del mio avversario, e mi costringono a foldare e perdere quasi 1.000 chips nei primi 10 minuti.
(continua…)
Montagne russe che passione
27 novembre 2009
Altro giro di giostra, altro regalo da prendere. Oggi salgo sull’ottovolante del Sit and go turbo da 6 players. 2000 chips di partenza, bui frenetici che cambiano ogni tre minuti e premi ai primi due giocatori classificati. Per riuscire a ottenere risultati in questo tipo di tornei bisogna sicuramente rischiare qualcosa, giocare aggressivi ed esser pronti a subire diverse oscillazioni del nostro Stack.
Parto bene e riesco durante la fase di low blind a gestire il tavolo senza prendermi rischi che potrebbero compromettere il torneo, ma presto mi rendo conto che iniziano le montagne russe al mio stack. Dopo esser riuscito ad arrivare a 3.000 chips grazie ad alcune giocate aggressive post flop incappo in questa mano: Ks-Qs, faccio un semplice limp e nessuno rilancia. Il flop è Qc Js 6s, ho overpair e un progetto di colore molto interessante. Esco fuori puntando forte e mi segue un solo giocatore. Il turn è un 4h ininfluente, esco di value bet e vengo seguito. Inizio a pensare ad una coppia alta giocata in slowplay dal mio avversario e quindi al river faccio check. Il Th al river fa puntare mezzo piatto al mio avversario, il mio colore non è entrato e decido per un difficile fold immaginando KK o AA giocate in slowplay. Lui mi mostra Ah Kh diventate scala solo grazie al river. Pessima giocata la sua, che mi lascia comunque con sole 1700 chips.
Ma dopo ogni discesa negli ottovolanti c’è una salita ed ecco che puntualmente succede anche a me. Ac Qc in mano mi concedono un double up chiamati da KhKd grazie ad un Ah che scende al flop.
(continua…)
Un pomeriggio al torneo multi-tavolo
26 novembre 2009
Ogni tanto posso concedermi un pomeriggio libero; fuori casa il tempo è triste ed uggioso ed ho deciso di dedicarmi a qualche torneo multitable. Sono tornei più difficili da vincere dei sit and go, ma anche più emozionanti visto l’alto numero di partecipanti contro cui si devono “incrociare le carte” per spuntarla. Tutto è pronto: mi iscrivo al torneo dalla lobby, preparo con calma e pazienza la mia migliore strategia di gioco.
Dopo circa un oretta di gioco l’average è di 4000 chips e io sono sceso a 1500 senza praticamente giocare una mano. Spillo Kc-10c dal bottone e rilancio seguito solo da un giocatore. Flop Th 3c 3d. Ho doppia coppia con K come kicker e esco fuori puntando circa metà del piatto. Il mio avversario, giocatore loose ma non esperto, viene a vedere. Il turn è 9d lui punta e io lo seguo. Il river è un 3h che cambia tutto, mi da un full battibile solo da un ipotetico poker di 3 del mio avversario oppure da una coppia di T giocata in slowplay che mi sento di escludere. Essendo un giocatore molto loose potrebbe esser entrato in gioco davvero con un 3 in mano? Magari A3? Lui va all’in e io penso per tutto il tempo disponibile, alla fine mi convinco e faccio call. As ks in mano e il mio full mi fa raddoppiare.
Per qualche mano mi prendo una pausa e non entro in gioco, mentre ai tavoli rimaniamo sempre meno, un conto alla rovescia verso la zona premi, un po’ come in Highlander: ne rimarrà soltanto uno.
(continua…)
26 Novembre: un’ora di stop
25 novembre 2009
In seguito ad un intervento tecnico programmato da AAMS – SOGEI che interesserà anche la nostra piattaforma di gioco, lo staff di 4A mi informa che domani 26 Novembre, per un’ora circa a partire dalle 09.00 CET, sarà possibile soltanto effettuare login, ma non sarà possibile registrarsi per i tornei MTCT e partecipare agli SST durante questo intervallo di tempo.
A partire dalle 10.00 CET circa, tutte le funzionalità verranno regolarmente ristabilite.
Foto | Mrconguito
Il ruggito del leone
24 novembre 2009
A volte il tempo libero in una giornata è ridotto all’osso e quindi devo privarmi di tornei multitable o normal, e dedicarmi ai Sit and Go speed, che sono un buon compromesso tra la giocabilità e la durata (circa 30 minuti). Si parte in dieci giocatori seduti al tavolo, e come mio solito nelle prime fasi studio la situazione in silenzio e mi tengo fuori dal gioco, come farebbe il leone mentre osserva le sue prede che camminano nella savana.
Senza espormi particolarmente riesco a vincere un paio di piatti spingendo al flop senza arrivare allo showdown, poi un AhKc mi regala un raddoppio e rimasti in cinque giocatori mi trovo chip leader del tavolo. E’ ora di mettere un po’ di pressione agli avversari e cambiare marcia, entrando in gioco con dei raise per non regalare flop a nessuno.
Il mio gioco paga, ma il leone non ha ancora sferrato l’attacco decisivo, per ora si è limitato a intimorire le gazzelle. Rimaniamo in quattro e sono chip leader con il doppio del secondo, quando due giocatori si scontrano in una mano all’ultimo sangue scremando così il tavolo a soli tre player.
(continua…)
In battaglia contro 887 giocatori
23 novembre 2009
Ieri pomeriggio ho approfittato delle promozione che 4A offre, iscrivendomi al Freeroll giornaliero delle 16.30 con montepremi di 300 euro in palio. La struttura del torneo è giocabile, con bui che salgono ogni 20 minuti e 3000 chips di partenza per ogni giocatore. Decido quindi che nelle prime fasi di gioco sarò tight e lascerò che siano gli altri 887 giocatori presenti a darsi battaglia a suon di raise e all in, che in queste prime fasi di tornei gratuiti non mancano mai.
Dopo svariate mani non giocate mi ritrovo di grande buio con Ks-6s in mano, nessun rilancio in preflop e vedo gratis il seguente flop: Kh-Qs-5c. Esco fuori con una value bet di 250, ma il bottone, unico giocatore rimasto nella mano, mi rilancia all in. Partirei sotto nel caso di un tris avversario, doppia coppia o K e kicker più alto del 6, ma per come è stata giocata la mano è più facile che abbia un progetto di scala o abbia floppato una coppia. Decido di rischiare e faccio call, mi gira Ac-9d, al turn scende un Jd e tremo per una possibile scala runner runner che mi eliminerebbe dal torneo, invece il river è un 4d che mi fa raddoppiare le chips.
Nelle fasi seguenti del torneo continuo a far crescere le mie chips grazie ad un tavolo particolarmente passivo con solamente una calling station molto grande che mi regala svariate mani. Raddoppio ancora proprio contro questo avversario con Qc-Qh in mano contro il suo Jh-Th che non lega nulla sul board, ed inizio a pregustarmi la fase finale del torneo.
(continua…)
La coppia del cuore
20 novembre 2009

Ogni giocatore di poker che si rispetti ha le sue hole cards preferite. E non parlo di coppie d’Assi o di K, ma di carte che di regola non andrebbero giocate. Un esempio celebre è la 10-2 di Doyle Brunson, accoppiata che per quanto scarsa gli ha regalato per 2 anni di fila il main event delle WSOP.
Anche io nel mio piccolo ho la mia accoppiata di carte preferita: Q-8. Ogni volta che mi capita tra le mani, spesso quando sono fuori posizione, mi tormenta il pensiero di dover foldare e spesso, contro ogni regola, non lo faccio. Anche oggi, durante una partita, in middle position ho fatto un call scriteriato con le mie carte preferite. In questo caso Qp-8p. Il flop è stato abbastanza benevolo mostrando 4p-10p-Qc.
Con progetto di colore e coppia in mano ho deciso di puntare poco mentre il mio avversario ha rilanciato alla grande. A questo punto l’amore per le mie carte ha iniziato a vacillare, lo ammetto. In fin dei conti la possibilità di essere dominato da una mano più forte non era così improbabile. E’ qui che entra in gioco l’irrazionale. Il legame con le mie due carte preferite: il classico rapporto di amore e odio che può ribaltarsi da un momento all’altro.
Decido di varcare il Rubicone e di fare call. Al turn viene giù Qf. Punto forte e il mio avversario folda lasciandomi un bel gruzzoletto. Questa volta andare contro la ragione, si è rivelato proficuo. Q-8 sarai in grado di ricompensare il mio amore anche la prossima volta? E voi, avete una vostra accoppiata preferita?
Foto | Theilr
Quando i razzi scoppiano
19 novembre 2009
Oggi giornata particolare: riesco dopo tanto tempo a giocarmi un bel freeroll armato delle più buone intenzioni. Super tight e senza la frenesia di giocare molte mani, fatto che come sappiamo può portare alla sconfitta. Mi metto allora comodo, paziente e disciplinato come un soldato giapponese in appostamento durante la seconda guerra mondiale.
Il mood di serenità con il quale inizio a giocare è premiante. Tutto gira veramente bene e mi attesto da subito tra le prime posizioni. Continuo imperturbabile spingendo il karma della positività. Intravedo la fine e sorrido, perdendo la concentrazione che mi aveva accompagnato. Si tratta di un errore perchè, a pochi passi dal traguardo, succede l’irreparabile.
Come hole cards mi arrivano una bella coppia di razzi (Aq, Ap). Faccio un bel rilancio pari a 4 BB e l’unico a seguirmi è un opponent short, che va all-in. Ovviamente c’è un instant call da parte mia. Lui mostra Kp-Qc mentre mentalmente sono già intento a sfregarmi le mani: “pensiero stupendo”, diceva Patty Pravo, ma qualcosa non quadra. Il presentimento mi arriva tardi, ovvero un istante prima del flop: Qp-8f-6f. Inizio a non essere più tanto entusiasta, si è incrinato qualcosa nel mio piccolo e personalissimo training autogeno. Fortunatamente al turn non accade nulla di particolare, con un 4c.
Il “dramma” si consuma al river quando viene giù la terza, cattiva, cattivissima, donna. Razzi scoppiati in mille pezzi e addio sogni di gloria per il mio freeroll: tanto di cappello ai miei avversari. La tecnica del “soldato giapponese” non è andata come speravo: la prossima volta cercherò di visualizzare Valentino Rossi… sono certo che andrà meglio.
Foto | MelissaGray
Come abbattere una Calling Station
18 novembre 2009
Uno dei vantaggi del poker online è la possibilità di annotare gli stili di gioco degli avversari che si incontrano tra i tavoli da gioco.
Oggi ho avuto l’ennesima conferma dell’utilità di questa feature. In un sit ‘n go ho trovato al tavolo un opponent che avevo già “schedato” in precedenza. Un avversario che ha l’abitudine di venire a vedere quasi sempre i rilanci, insomma il tipo di giocatore comunemente denominato “calling station“.
Il fatto di conoscerlo mi è stato particolarmente utile. Infatti in zona bolla ho approfittato di questo vantaggio per contrastarlo.
(continua…)
I tornei multi-table
17 novembre 2009

Una fase molto importante nella giornata di un giocatore di poker è quella dedicata alla scelta del torneo o della partita da affrontare. E’ fondamentale per chi fa del poker il proprio mestiere scegliere la tipologia di partite più profittevoli: è bene quindi far chiarezza analizzando le varie modalità di gioco: Tornei multi table, Cash games, Sit&go.
I tornei multi-table sono quelli che sicuramente hanno contribuito maggiormente al successo del poker sportivo. Il perchè è facile da intuire. Ogni partecipante paga un buy-in fisso che gli garantisce lo stesso numero di chips di tutti gli altri avversari. Si gioca fin quando non resta un solo giocatore, il vincitore del torneo. Questo fa in modo che con una quota di iscrizione relativamente bassa si possano vincere premi molto sostanziosi.
I tornei multi-table si dividono principalmente in due categorie: tornei freezeout e torneo con re-buy. Nel primo caso all’esaurimento del proprio stack si deve abbandonare il torneo, mentre nel secondo si ha la possibilità, sino alla prima pausa del torneo, di riacquistare il proprio stack iniziale. In genere il rebuy ha lo stesso costo del buy-in e si può effettuare infinite volte o un numero determinato di volte. Spesso nei tornei che prevedono il re-buy troviamo anche l’add-on che si effettua durante la prima pausa del torneo e che dà la possibilità di incrementare il proprio stack di un numero predefinito di chips pagando un’ulteriore somma predefinta.
Esistono diverse varianti di tornei multi-table, prossimamente le analizzeremo una per una in dettaglio: stay tuned.
Foto | Kozumel



